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Dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri palestinese

Condanna delle nuove leggi discriminatorie israeliane
(giugno 2015, dalla newsletter dell’ UJFP)

In una dichiarazione del 1 ° giugno 2015, il Ministero degli Affari Esteri palestinese condanna fermamente la proposta del comitato ministeriale israeliano dell’attuale governo legislativo di far passare due leggi estremamente discriminatorie: la prima delle quali prevede, per il solo lancio di pietre, da 10 anni di carcere senza bisogno di prove, fino a 20 anni di carcere; che può andare fino a 35 anni, secondo altre disposizioni di questa legge; la seconda vieta ai prigionieri palestinesi di comunicare con i propri parenti per telefono.
Anche se questa situazione non è nuova ed è iniziata nel 1948, l’arsenale israeliano di leggi discriminatorie contro i palestinesi, non ha smesso di acuirsi, raggiungendo il grado di crudeltà e disumanità di oggi .
Sin da allora, queste leggi si applicano esclusivamente per i palestinesi e, oltre alla sproporzione e alla violazione dei diritti umani, sono espressione di un razzismo senza pari al mondo.
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Je suis Charlie… e… Naji

Il sito “Cinearchivio sulla Palestina” aderisce alla condanna per il barbarico attentato di Parigi contro la rivista satirica “Charlie-Hebdo”. Ma denuncia la ipocrisia della presenza alla manifestazione di Parigi di tanti, troppi capi di stato responsabili di gravi limitazioni alla libertà di stampa o addirittura, come nel caso del premier sionista Netanyahu, di crimini di guerra.

Fig.1.HandalaA questo proposito vogliamo dedicare la nostra prima pagina a Naji Al-Ali, il celebre vignettista palestinese barbaramente ucciso a Londra da agenti dei servizi segreti israeliani nel 1987. L’attribuzione al Mossad della responsabilità del crimine non è una nostra insinuazione gratuita ma fu ufficialmente assunta dal governo inglese dell’epoca (Magaret Thatcher) che, proprio per questo, espulse dalla Gran Bretagna alcuni diplomatici israeliani e chiuse di forza la sede londinese del Mossad.

Naji Al-Ali, profugo dalla Palestina in Libano dal 1948, fu il creatore di Handala, il bambino palestinese sempre di spalle.
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Dentro i film… la Palestina

Obiettivo Gaza, luglio 2014

La tragica occasione dei bombardamenti sulla prigione a cielo aperto della Striscia ci spinge a invitare tutti alla visione dei numerosi filmati ambientati in quel territorio.
Il film di cui vi proponiamo il trailer è “Striplife”, la vita nella Striscia, nato da un progetto collettivo e realizzato da un gruppo di giovani filmaker italiani e palestinesi.
E’ un film corale che racconta la vita nella Striscia nell’arco narrativo di una giornata. Le storie dei personaggi si fondono con la descrizione del contesto ambientale. Uomini e donne che resistono determinati a non soccombere di fronte a condizioni di vita che appaiono impossibili. Come è ovvio è stato girato prima dell’ultimo massacro.

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