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L’UE SOSTENGA LA PALESTINA ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

UN APPELLO
ROMA-ADISTA.
È di pochi giorni fa la notizia che il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, ha deciso di creare una commissione – guidata dal capo negoziatore dell’Anp, Saeb Erakat – incaricata di supervisionare i casi da presentare presso la Corte penale internazionale (Cpi), a cui lo Stato di Palestina avrà accesso a partire dal prossimo 1° aprile (v. Adista Notizie n. 4/15). Il rischio per lo Stato israeliano è di essere trascinato davanti alla Corte per crimini di guerra e contro l’umanità: ipotesi già al vaglio della Cpi che il 16 gennaio scorso, per bocca della procuratrice capo dell’Aia, Fatou Bensouda, ha annunciato l’apertura di un esame preliminare per verificare la possibilità di procedere contro Israele per i crimini commessi durante l’attacco della scorsa estate contro la Striscia di Gaza.
Un processo prevedibilmente irto di ostacoli – basti pensare alle proteste già manifestate da parte israeliana e statunitense – nel corso del quale la Palestina avrà bisogno di tutto il sostegno possibile. Per questo un nutrito gruppo di intellettuali, giuristi e religiosi ha lanciato un appello all’Alto rappresentante della Politica estera europea, Federica Mogherini; al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker; all’Alto rappresentante per i Diritti Umani Ue, Stavros Lambridinis e ai ministri degli Esteri dei Paesi Ue, affinché l’Europa sostenga tale percorso.

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Israele verso un nuovo attacco a Gaza?

Il giornalista di Haaretz scrive che i dirigenti politici israeliani si preparano a un nuovo scontro violento con i palestinesi come se si trattasse di una specie di disastro naturale che non può essere evitato.

Colonna di mezzi corazzati israeliani in movimento verso Gaza la scorsa estate (foto di Jack Guez-AFP)

di Gideon Levy  (Haaretz)

(traduzione di Amedeo Rossi)
La prossima guerra scoppierà in estate. Israele le darà un altro nome infantile e si svolgerà a Gaza. C’è già un piano per evacuare le comunità che si trovano lungo il confine con la Striscia di Gaza. Israele sa che questa guerra scoppierà, sa anche perché – e sta correndo in quella direzione con gli occhi bendati, come se si trattasse di un rituale ciclico, una cerimonia periodica o un disastro naturale inevitabile. Qua e là si percepisce persino dell’entusiasmo.

Non importa chi sarà il primo ministro e il ministro della difesa – non c’è differenza tra i candidati per quanto riguarda Gaza. Isaac Herzog [candidato laburista alla presidenza con la coalizione di centro sinistra“Unione Sionista”. N.d.tr.] e Amos Yadlin [candidato per la stessa coalizione] naturalmente non ne parlano e Tzipi Livni [alleata centrista nella coalizione. N.d.tr.] si sta vantando che grazie a lei non è stato aperto nessun porto a Gaza. Il resto degli israeliani non è affatto interessato al destino di Gaza e presto sarà obbligato a ricordarsi di nuovo del suo disastro nel solo modo in cui ciò è possibile, i razzi.
Il disastro di Gaza è spaventoso. Nel discorso pubblico israeliano non viene mai citato e sicuramente non nella più stupida, vuota campagna elettorale che ci sia mai stata qui. E’ difficile crederlo, ma gli israeliani hanno inventato una realtà parallela, tagliata fuori da quella vera, una realtà indifferente, insensibile, che nega l’evidenza, mentre tutte queste difficoltà, molte delle quali sono provocate da loro stessi [gli israeliani], si trovano a poca distanza da casa loro. Bambini stanno morendo di freddo sotto le macerie delle loro case, giovani rischiano le loro vite e attraversano le barriere di confine solo per avere un po’ di cibo in una prigione israeliana.

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Newsletter mensile di BDS Italia…

*Newsletter mensile di BDS Italia… Fai qualcosa di concreto per la Palestina*

*Febbraio 2015*

*Israeli Apartheid Week – Settimana contro l’Apartheid Israeliana 2015
<http://bdsitalia.org/index.php/comunicati-sul-bds/1689-iaw2015>*

Un evento internazionale organizzato per denunciare il regime di apartheid
attuato da Israele nei confronti dei palestinesi nei Territori Occupati e
in Israele.

►*Gli appuntamenti in Italia <http://apartheidweek.org/italy>*, che vanno
da fine febbraio a metà marzo: *Cagliari
<http://apartheidweek.org/Cagliari>, Napoli
<http://apartheidweek.org/events/italy/napoli/>, Roma
<http://apartheidweek.org/events/italy/roma/>, Tortora Marina (CS)
<http://apartheidweek.org/events/italy/tortora-marina-cs/>, Trieste.*
►*Organizza
<http://bdsitalia.org/index.php/comunicati-sul-bds/1689-iaw2015> un
evento* nella
tua città
►*Comunica le iniziative* in programma a bdsitalia@gmail.com per essere
elencate sul nostro sito e su quello internazionale.

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Paesi arabi, un importante crocevia

Intervista all’autore libanese Gilbert Achcar, che sostiene che la terza fase della rivoluzione debba essere libera dall’influenza del radicalismo religioso. Traduzione di Antonello Zecca

L’intellettuale marxista libanese Gilbert Achar, autore di Le richieste del popolo (2013), Il calderone mediorientale (2004) e Lo scontro tra barbarie (2002/2006), sostiene che l’Egitto si trovi di fronte a un crocevia storico molto importante nello sviluppo di un processo rivoluzionario di lungo termine, e sottolinea l’urgenza della costruzione di una direzione e dell’elaborazione di strategie adatte al cambiamento.
La catastrofe imminente può essere evitata mettendo in campo forze politiche organizzate impegnate nella costruzione di una terza fase rivoluzionaria, alternativa sia al vecchio regime che al radicalismo religioso.

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