Gaza, operazione piombo fuso

Gaza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Regista: Breaking the silence (ONG)
Produzione: Israele, Italia, UK 2009
Sito del film: http://www.quival.it/societa/operation-cast-lead-operazione-piombo-fuso-gaza-2009.html
Tipo di filmato: Documentario
Audio: Arabo, Inglese, italiano
Durata: 40 minuti

Trailer:

“Nel luglio del 2009 l’ONG israeliana Breaking the Silence (in parte composta da ex soldati) ha pubblicato un report, contenente le testimonianze anonime di 54 soldati, che avrebbero preso parte all’operazione, i quali denunciavano l’uso da parte delle forze armate israeliane di civili palestinesi come scudi umani, la massiccia demolizione di edifici in generale una scarsa considerazione per l’incolumità dei civili. Una delle testimonianze riporta che alle truppe era stato consegnato un pamphlet, con il simbolo dell’esercito, che paragonava i palestinesi ai nemici storici di israele, i Filistei. Sulle motivazioni religiose che hanno esasperato alcuni comportamenti tenuti da militari israeliani durante le azioni, hanno avuto importanza le incitazioni dei rabbini militari che avrebbero incitato esplicitamente alla “Guerra Santa” per l’espulsione dei non ebrei dallo stato di Israele. Questa esaltazione del tema religioso ha radici profonde, in quanto anche in altre circostanze ci sarebbero state analoghe incitazioni, in alcuni casi finite davanti alla giustizia militare israeliana.
Le autorità israeliane hanno respinto le accuse, ritenendole non credibili, ed evidenziando come l’anonimato delle testimonianze riportate e l’assenza di una comunicazione preventiva da parte dell’ONG prima della pubblicazione abbia impedito alla difesa di effettuare eventuali verifiche sulla realtà o meno delle dichiarazioni riportate nel report. (wikipedia)”

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Gaza denied exit

 gaza denied

 

Regista:  Tullio Ferrario
Produzione: Italia 2006
Sito del film: www.youtube.com/playlist?list=UUBNtirW-uVRR0vBSHtlsjpQ
Tipo di filmato: Documentario
Audio: Italiano
Durata: 20 minuti

Trailer: non disponibile

Immagini di Gaza e racconto di giovane donna morta di tumore a causa dell’impedimento a recarsi in ospedale per divieti ai checkpoint e sparatorie sull’ambulanza.
Lunga intervista a Luisa Morgantini già parlamentare europea, sulla situazione a Gaza, in particolare sull’uso di armi illegali quali bombe al fosforo da parte israeliana, con morti e conseguenze strazianti e letali per i feriti, anche bambini.

 

Up front

3 Palestinian women

Regista:  SADAA Media (AIC)
Produzione: Israele, Palestina, 2010
Sito del film: www.alternativenews.org
Tipo di filmato: Corto
Audio: Arabo, Inglese, Ebraico, Spagnolo
Durata: 30 minuti

Trailer: Non disponibile

Interviste a tre donne: Amoun Sleem, della comunità Domari, la comunità Rom di Gerusalemme; direttrice della comunità locale, si adopera per aiutare le donne della sua comunità, affinché ottengano indipendenza economica ed educativa.
Maha Nassar, attivista politica non estranea alle carceri israeliane, combatte ora la sua battaglia personale contro il tumore.
Khulood Badawi, carismatica e passionale, un quadro politico che ci porta a scoprire la sua identità, la sua vita nel villaggio di Safuri, da cui la sua famiglia fu esiliata nel 1948.
Le tre donne, di età diversa, di luoghi di provenienza ed educazione diversi, ma il cui elemento in comune è la lotta per l’indipendenza e, al di sopra di tutto, la loro forte volontà di cambiamento.

Madri

 

madri
 Regista:  Barbara Cupisti
Produzione:  Italia,  2007
Sito del film: http://www.cinemaitaliano.info/madri
Tipo di filmato: Documentario
Audio: Inglese, italiano
Durata: 90 minuti
Trailer:

Girato tra Israele e Palestina, un viaggio tra le testimonianze di alcune donne israeliane e palestinesi che hanno vissuto il dramma nella terra dilaniata dalla guerra infinita. La sofferenza per la perdita di un familiare è universale, non esistono differenze di razza né di credo. Attraverso il riconoscersi in questo dolore è possibile iniziare un nuovo cammino che porti alla comprensione. Madri israeliane e palestinesi che hanno vissuto questo dramma ci aiuteranno a capire attraverso i loro racconti questa terribile realtà. Il film raccoglie testimonianze di vita, momenti quotidiani, filmati di repertorio e materiale video privato inediti; tutto girato e documentato in Israele e in Palestina. Le madri che testimoniano hanno idee, estrazioni culturali e sociali diverse ma tutte condividono un desiderio: che non ci siano più innocenti a pagare per colpe non loro.
Non un discorso politico o ideologico ma un messaggio che arrivi dritto al cuore di ognuno di noi. Sono tante le storie che il documentario racconta, dalla mamma di Malki (15 anni, vittima di un kamikaze alla pizzeria Sbarro a Gerusalemme nel 2002) alla madre di Izz, il ventunenne di Jenin autore dell’attentato. Storie di dolore e di rabbia nella terra dove ora il sentimento del perdono non esiste. I genitori del “Parents Circle” (l’unica organizzazione che riunisce genitori di vittime palestinesi ed israeliane) ci fanno capire come stanno tentando di migliorare il futuro delle nuove generazioni.

Area C

 Il genocidio e il silenzio
Mideast Israel Palestinians

Regista: Machsom watch women against the occupation and for human rights
Produzione: Israele 2010
Sito del film: http://www.meetup.com/The-London…/18440671/‎ checkpoint
Tipo di filmato: Documentario
Audio: Arabo, Ebraico Inglese, Italiano
Durata: 40 minuti

trailer:

Il controllo del territorio significa controllo della vita dei palestinesi, delle loro terre da parte delle autorità israeliane nell’Area C della West Bank. Il film rivela i metodi pianificati che limitano e impediscono lo sviluppo dei villaggi palestinesi a favore dell’espansione e la prosperità delle colonie israeliane. Le Aree C dei Territori Occupati sono quelle che, in base agli accordi di Oslo, sono controllate totalmente dall’esercito israeliano e generalmente si tratta di zone in cui sono presenti elementi primari di sussistenza: acqua, terreno fertile, ecc…
Il gruppo di donne di Machson Watch è attivo nei checkpoint, vere forche caudine per la popolazione palestinese che deve sottostare alle più aberranti umiliazioni da parte dell’esercito israeliano, per andare a una città anche a soli 10 km. di distanza, per recarsi in visita da parenti, o anche per ragioni serie come andare all’ospedale. Loro cercano, monitorando l’atteggiamento dei soldati, di fare da deterrente verso queste continue violazioni di diritti umani.