Recollection

 recollection

Regista: Al Jafari Kamal
Produzione: Palestina, 2015
Sito del film: http://www.cinelapsus.com/recollection-2015-dikamalaljafari 
Tipo di filmato: Documentario
Audio:  Arabo, Inglese, Italiano
Durata: 70 minuti
Trailer:

https://vimeo.com › aljafari films › Videos

«Questa è la storia di un sogno basato sui film di finzione israeliani e americani girati a Giaffa tra gli anni Sessanta e Novanta. Rimossi grazie al montaggio tutti i protagonisti delle riprese originali, resta un apparato scenico fatto di città deserta. Così diventa possibile ciò che sarebbe altrimenti impossibile: filmare il passato e farne, a partire da un punto di vista soggettivo, un album di immagini che ne preservino la memoria». Questa la descrizione del regista, parzialmente erronea per due motivi: innanzitutto gli esseri umani, da un certo punto del film in poi, sono presenti; e in secondo piano c’è scritto che non vi è alcun dialogo ed è falso. Ma andiamo per ordine. Innanzi tutto c’è Giaffa città palestinese , l’ultima fra le città annesse a Israele, focolaio palestinese schiacciato a suon di carri armati prima, e di presenza massiccia sul territorio dopo averla presa e trasformata in Tel Aviv. Città resistente, città che non ha mai accettato la conversione politica, figuriamoci quella religiosa. Una città gettonata. In questo senso, Recollection è una ben precisa critica alle politiche israeliane, dall’espansione alla repressione, protesa alla ricerca di quegli spazi e di quella libertà sfuggiti e mai più tornati. I film girati a Giaffa sono al contempo la repressione attuata sul territorio al momento delle riprese e il tentativo, a volte pietoso, di ricreare un’unità nazionale impossibile, dissimulando l’identità di una città.

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Roshmia

 roshmia

 

Regista: Abu Jabal Salim
Produzione: Palestina, Siria, 2014
Sito del film: https://electronicintifada.net/content/new…film…final…/14220
Tipo di filmato: Documentario
Audio:  Arabo, Ebraico, Italiano
Durata: 70 minuti
Trailer:

L’ottantenne Yousef vive assieme a sua moglie Amna in una baracca nella vallata di Roshmia, quartiere di Wadi Alsaleeb di Haifa, come rifugiato fin dal 1956 cacciato dal centro della città, conquistata dall’occupazione sionista del ’48. La vita scorre tranquilla fino a che la loro casa viene espropriata dalla municipalità di Haifa, per costruire una strada che colleghi il Monte Carmel al Mediterraneo. I negoziati non fanno che aumentare le tensioni, e oltre allo spostamento forzato e alla disperazione, Yousef e Amna sembrano prendere strade diverse.

Sono entrato nel mio giardino (Once I entered a garden)

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Regista: Mograbi Avi
Produzione: Francia, 2012
Sito del film: 
Tipo di filmato: Documentario
Audio:  Arabo, Ebraico, Italiano
Durata: 99 minuti
Trailer:

Il film documentario è dedicato a Marcel, cugino del padre di Mograbi, originario di Beirut. “Ebreo di religione, ma arabo di cultura, di lingua, di musica, di gusti, di speranze e di sogni”, come si definivano tutti gli ebrei che dal Marocco all’Egitto sarebbero emigrati, istigati da Israele, soprattutto dopo la guerra dei sei giorni, ma anche prima. Nel 1948 (appena nasce lo stato di Israele) Marcel parte per Tel Aviv, ma presto torna a Beirut, riparte, ritorna… Considera infatti tutto il Medio Oriente, da cosmopolita drastico, una geografia emozionale compatta e euroafroasiatica, e Alessandria, Beirut, Damasco, e Tel Aviv le sue città. Nel 1967, dopo l’aggressione di Nasser a Israele, non sarà più possibile, da ebreo, risiedere nelle terre costrette dal bopolarismo politico, all’ ostilità perenne. L’ombra di Marcel sovrasta il film. Ma non di lui si parla. Desiderare che una ostilità, un conflitto, una collera, che sembra infinita e crescente, cessi. Di questo tratta il film. E dell’identità multipla. Le radici familiari di Mograbi, lo provano ingiallite fotografie, sono sia in Libano che in Siria, paesi arricchiti un tempo anche da fiorenti (e radicate nei secoli) comunità ebraiche. Dunque niente di meglio che farci conoscere il suo professore di lingua araba, Ali al-Azhari, suo amico da oltre 30 anni. E’ nato a Nazareth, ha passaporto israeliano, è straniero nella sua terra dalla Nakba, ha una moglie ebrea ed è di religione islamica.

Amore, furti e altri guai

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Regista: Alayan Muayad
Produzione: Palestina, 2015
Sito del film: http://www.cineblog.it › Berlino 2015
Tipo di filmato: Fiction
Audio:  Arabo, Inglese, Italiano
Durata: 90 minuti
Trailer:

Mousa vive in un campo profughi palestinese e, per sopravvivere, ruba automobili. Un giorno ruba una Passat con un soldato israeliano nascosto nel bagagliaio, rapito da militanti palestinesi come merce di scambio nell’ambito delle trattative per la liberazione dei prigionieri politici, detenuti nelle carceri israeliane. Mousa vuole soltanto raccogliere 5000 dollari per poter emigrare in Italia e giocare a pallone nella Fiorentina, come gli ha promesso un conoscente truffaldino. Non vorrebbe avere niente a che fare con la difficile situazione politica del proprio paese e non sa che farsene dell’israeliano rapito. Ben presto, l’ingenuo ladro si ritrova al centro di una losca trama che vede coinvolti da un lato i miliziani palestinesi e dall’altro l’Intelligence israeliana. A rendere ancora più complicata la sua situazione, c’è la donna con cui ha una relazione clandestina da anni, una donna che ha messo incinta per poi scappare, e che adesso è sposata con un uomo benestante.

 

Slingshot hip hop

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Regista: Shalloum Reem Jackie
Produzione: Palestina, 2008
Sito del film: http://www.slingshothiphop.com/
Tipo di filmato: Documentario musicale
Audio:  Arabo, Inglese, Francese, Spagnolo, Italiano
Durata: 87 minuti
Trailer:

Il film ripercorre la storia e lo sviluppo in Palestina dello Hip Hop; nei Territori palestinesi occupati da Israele, dal momento in cui il rapper DAM ha aperto la strada alla forma d’arte musicale alla fine del 1990. Si intrecciano le storie di giovani musicisti palestinesi che vivono a Gaza, in Cisgiordania e all’interno di Israele, che scoprono lo Hip Hop e che lo usano come strumento per superare le divisioni imposte dall’occupazione e dalla povertà. Gli artisti: DAM rapper palestinese , Mahmoud Shalabi, e le artiste Arapeyat e Abeer Alzinaty.
Il film è stato premiato al Sundance Film Festival 2008 (USA) e ha vinto altri 13 premi. E’ stato proiettato in festival cinematografici di tutto il mondo.

La casa delle estati lontane (Rendez-vous à Atlit)

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Regista: Amitay Shirel
Produzione: Israele, Francia, 2015
Sito del film: http://www.cb01.pw/la-casa-delle-estati-lontane-2016/
Tipo di filmato: fiction
Audio:  Ebraico, Francese, Italiano
Durata: 87 minuti
Trailer:

Atlit, Israele. Cali torna nella casa dove ha trascorso le vacanze della sua infanzia, a un’ora di strada a Tel Aviv, e ritrova la sorella maggiore, Darel, e la minore, Asia. I genitori sono morti e la casa va risistemata e venduta. Affiorano, nel tempo trascorso insieme dalle tre donne, i dubbi, i fantasmi, gli storici motivi di litigio e il desiderio di dirsi l’amore reciproco a lungo rimandato. Attorno, la pace sembra per la prima volta a portata di mano, la Storia con la maiuscola entra invece in punta dei piedi, da un accenno di dialogo o da un rigurgito televisivo, e solo nel finale dispiega la sua drammatica onda d’urto, con il discorso di Rabin e il suo epilogo tragico. Il 4 novembre riscriverà completamente lo stato d’animo del Paese e la decisione delle tre sorelle.

Giraffada

 giraffada

Regista: Massalha Rani
Produzione: Germania, Francia, Italia, 2014
Sito del film: http://www.mymovies.it › film › 2014
Tipo di filmato: Fiction
Audio:  Arabo, Inglese, Italiano
Durata: 81 minuti
Trailer:

Yacine lavora come veterinario nello zoo di Qalqylia nei territori palestinesi. Qui, sono ospitate anche le giraffe Rita e Brownie, l’unica passione di suo figlio Ziad. Quando Brownie muore conseguentemente a un raid aereo israeliano, il piccolo Ziad accompagna il padre in una rocambolesca avventura per trovare un nuovo compagno a Rita. Il loro piano è quello di riuscire a trafugare un maschio di giraffa da uno zoo israeliano e introdurlo di nascosto nel loro zoo ma pagheranno un prezzo alto per riuscirci.

Ana arabia

 

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Regista: Gitai Amos
Produzione: Israele, Francia, 2013
Sito del film: https://it.wikipedia.org/wiki/Ana_Arabia
Tipo di filmato: Documentario
Audio:  Arabo, Ebraico, Inglese, Italiano
Durata: 74 minuti
Trailer:

Yael, una giovane giornalista, entra in un piccolo quartiere di Tel Aviv, tra Jaffa e Bat Yam, in cui ebrei e palestinesi convivono, dove è da poco morta Hanna “Siam” Klibanov, una sopravvissuta di Auschwitz che, dopo la guerra, è emigrata in Israele e ha sposato Yussuf, un arabo. Yael inizia così a intervistare i parenti e gli amici di Siam, scoprendo molte cose su di lei e sulla vita che fanno arabi ed ebrei in quel quartiere, anche attraverso le testimonianze di parenti e conoscenti.

3000 nights

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Regista: Masri Mai
Produzione: Francia, Palestina, Giordania, Libano, 2015
Sito del film: fest.arabfilmfestival.org/2016/films/3000-nights/
Tipo di filmato: fiction
Audio:  Arabo, Ebraico, Inglese, Italiano
Durata: 104 minuti
Non disponibile
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Layal è una giovane insegnante che vive a Nablus, Palestina occupata. Si sta preparando insieme al marito a partire per il Canada in cerca di una nuova vita. Layal viene arrestata e falsamente accusata di aiutare un ragazzo sospettato di un attacco ad un posto di blocco militare. Poiché si rifiuta di testimoniare contro il ragazzo in tribunale, viene accusata di complicità e condannata a 8 anni di carcere, nonostante la strenua difesa del suo avvocato per i diritti umani.
Layal viene trasferita quindi nel carcere di massima sicurezza dove incontra un mondo terrificante in cui i prigionieri politici palestinesi sono incarcerati con i detenuti criminali israeliani. Dopo aver assistito a un feroce scontro tra le due parti ed essere attaccata da una tossicodipendente, Layal scopre di essere incinta. Il marito non vuole che lei abbia il proprio figlio in carcere e le dice che lui è in partenza per il Canada. Il direttore del carcere, fa pressioni su di lei perchè interrompa la gravidanza e perché spii i detenuti palestinesi. Traumatizzata e tradita, Layal si sente senza speranza, ma con il supporto delle donne intorno a lei, trova la forza di rialzarsi e lottare anche per il proprio bambino.

The wanted 18

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Regista: Amer Shomali, Paul Cowan
Produzione: Palestina, Candada, Francia, 2014
Sito del film: www.wanted18.com
Tipo di filmato: Documentario
Audio:  Arabo, Inglese, Ebraico, Italiano
Durata: 75 minuti
Trailer:

Tutto si svolge nel paesino di Beit Sahour, vicino a Betlemme, in Cisgiordania. È il 1987 ed è in corso la prima Intifada contro l’occupazione israeliana. Gli abitanti di Beit Sahour vogliono boicottare i prodotti israeliani, incluso il latte, e così inizia la strana vicenda di 18 mucche ricercate perché considerate una “minaccia alla sicurezza dello Stato di Israele”. Le mucche sono state acquistate da un pacifista israeliano e trasportate nel paesino della Cisgiordania, dove un gruppo di intellettuali, professionisti e pacifisti palestinesi vuole tirare su allevamento per la produzione indipendente del latte. Non si tratta di allevatori provetti, ma la cosa funziona, l’Intifada Milk ha successo e inizia a dar fastidio a Israele. Le mucche si trasformano così in una “minaccia per la sicurezza di Israele” e inizia una rocambolesca fuga, di fienile in fienile, per sfuggire ai soldati israeliani. Le mucche diventano eroine e il loro latte è venduto di contrabbando.
Una storia toccante, carica di passione e capace di andare oltre il lancio di pietre, per raccontare la capacità di costruire dal basso la propria indipendenza.